venerdì 3 luglio 2015

Gli illustratori di Pranzo Improvvisato: Sanna Mander

Sanna Mander è una illustratrice finlandese. Lavora in tutto il mondo con magazine e riviste di moda, design e arredamento e per case editrici e agenzie di pubblicità, spaziando dall'illustrazione per copertine e poster ai pattern per tessuti. Premiata nel 2006 con il Cannes Young Creatives, parteciperà anche alla prossima edizione di Expo che si terrà nel 2020 a Dubai con una sua scultura. Ma prima sarà a Pranzo Improvvisato! 


Il pranzo perfetto:
Il pranzo perfetto: un incontro con un amico al ristorante. Mangerei una insalata con una mozzarella, chicchi di melograno e sedani sottaceto, con un bicchiere di vino bianco del buono. Poi ancora un altro bicchiere... chiacchiere, caffè, qualche patatina fritta, e poi via con una bottiglia di champagne, e via ancora a chiacchierare e a spettegolare di questo e quello. Altri amici ci raggiungerebbero, e faremmo una partita a yatzy! Poi, al momento di lasciare il ristorante, sarebbe già sera. E allora andremo a un altro ristorante, per cenare. Ecco il genere di pranzo che mi piace!






Due ingredienti: Spicchi di arancia + Tartufo nero. Quale ricetta improvvisi? 
Direi proprio un gelato fatto in casa! Si mescolano gelato di vaniglia, crema, uova, zucchero, scorza di limone e tartufo. Poi si fa una composta di arancia e si serve il gelato. 







mercoledì 1 luglio 2015

Gli illustratori di Pranzo Improvvisato: Federica Del Proposto

Federica Del Proposto ha avuto la sua epifania come illustratrice mentre studiava per un Master in Architettura. Dagli edifici, è presto passata alle persone, agli oggetti, al fumetto, conservando quella pulizia di segno e di spazio che ancora evocano la sua formazione tecnica. Era il 2008 e da allora Federica ha vinto premi su premi, collabora con editori di tutto il mondo e... partecipa a Pranzo Improvvisato.


Il pranzo perfetto:
Una bruschetta con crema di olive, un bicchiere di vino bianco, un primo piatto di pasta alla gricia, una terrina di crème brûlée o di panna cotta alla fragola.




Illustrazione © Federica Del Proposto




Cosa hai pensato quando hai letto la ricetta che ti abbiamo affidato:
Molto calma non sono. Cucinare non mi piace. Perfetta!


Due ingredienti: Ricotta + Fragola candita. Quale ricetta improvvisi?
Bagno la ricotta con un po' di latte e impasto con una forchetta. Metto in frigo per un'ora.  Sistemo in una coppetta, con le fragole candite in cima.







lunedì 29 giugno 2015

Gli illustratori di Pranzo Improvvisato: Pablo Amargo

Pablo Amargo nel corso della sua carriera è stato premiato in moltissime occasioni, sia per le sue illustrazioni per periodici, magazine e riviste di ogni parte del mondo, sia come illustratore di libri per bambini e ragazzi. Tra questi riconoscimenti basti citare la Medaglia d’oro della Biennale di Illustrazione di Bratislava e la Medaglia d’Argento e il Premio all’Eccellenza della Society of News Design. Il cibo secondo Pablo, qui sotto.


Il pranzo perfetto:
Mi piacciono i cibi con i buchi, come il formaggio, i donuts, i dolci da farcire, i maccheroni e cose così. Mi piace molto insaporire i vuoti.



Illustrazione © Pablo Amargo



Cosa hai pensato quando hai letto la ricetta che ti abbiamo affidato:
Ho pensato fosse stata scelta a caso, ma ora sono convinto che l'abbiate fatto apposta. 


Due ingredienti: Melone + Panforte. Quale ricetta improvvisi?
Il mio olfatto è scarso, e di conseguenza lo è il mio senso del gusto. Ecco perché come cuoco sono la peggiore delle scelte, quindi meglio che ceda il passo a chi ha già il cappello. 









venerdì 26 giugno 2015

Grafiche AZ: come cucinare un buon libro

Grafiche AZ si trova a San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona, e si occupa della stampa di libri per bambini e ragazzi da più di 40 anni. Lavora con editori italiani e stranieri e per Pranzo Improvvisato stamperà il catalogo che sarà disponibile in mostra.
Abbiamo chiesto a Leonardo Aldegheri di parlarci del suo rapporto con il cibo e del suo lavoro come tipografo. Ecco cosa ci ha raccontato sul cucinare i libri.





Chi s’immagina una fabbrica dove si fanno libri specialissimi? Questo posto si chiama Grafiche AZ. Basta però con “siamo quelli che..”, “siamo nati nel”, “leader di mercato dal..” e bla bla bla. Qui ci interessano: carta+inchiostro+bellezza. Tre ingredienti che fanno il nostro pranzo più che mai improvvisato.

Per essere bravi cuochi e essere efficacissimi nel servire il piatto, servono bravi illustratori che diano il giusto sapore alle immagini del libro, rendendole golose agli occhi di chi le ammira, le guarda, e le mangia.

Ma chi si mangia un libro ben fatto? Beh, nessuno (e nemmeno quelli fatti male, bleah). Ma stiamo parlando di Pranzo Improvvisato e Grafiche AZ. Qual è allora la sapienza della magia del cuoco nell’unire l’immagine illustrata con il suo commensale? Come dire: come fa il cuoco esperto a incontrare il gusto del cliente del suo ristorante?

Il cuoco esperto si serve di eccellenti ingredienti, sceglie quali utilizzare, mette insieme quelli giusti, nel modo giusto, al momento giusto, avendo ben presente il tondo del piatto, ricercando l'armonia delle portate, visualizzando il pranzo in ogni suo dettaglio. Tutto è pianificato ad arte.

Il cuoco meraviglioso, poi, sprigiona la sua magia e usa tutta la sua arte quando il pranzo è improvvisato, si ha magari poco tempo, ma gli ingredienti giusti a disposizione, e si vuole fare un’ottima figura.

Il tipografo è proprio come un cuoco esperto e meraviglioso; lavora per produrre piatti eccellenti avendo in testa il quadro d'insieme, la struttura delle pagine, la loro armonia cromatica, per creare quel libro in grado di strappare un “Oooh!” di meraviglia, per ingolosire chi lo tiene tra le mani e spingerlo ad aprire, leggere, osservare, e a nutrirsi di bellezza. 
 


Leonardo (a sinistra) insieme al tecnico di produzione Roberto Ghirlanda.



Qual è il pranzo perfetto?

Aperitivo: birra artigianale italiana. Durante il pranzo: birra Sierra Nevada della California. Dessert: asciugo la Sierra. Ah, il pranzo? Una fiorentina da un chilo scottata con sale grosso e senape, possibilmente piccantissima. Ma anche un bel piatto con tacos, chili e guacamole e sempre una buona IPA.

Eh no, non sono proprio vegano. 



mercoledì 24 giugno 2015

Gli illustratori di Pranzo Improvvisato: Anne Laval



Anne Laval ha studiato alla École Supérieure des Arts Décoratifs di Strasburgo. Lavora usando le matite colorate, l’acquerello e sperimentando con le tecniche di stampa più diverse. Illustra per l’editoria per bambini (ha pubblicato con Gallimard, Le Pommier e Actes Sud per citarne solo alcuni) ma anche per diverse riviste (La revue XXI, Bayard, Fleurus). Dal 2005 dirige con Violaine Leroy l’associazione Les Rhubarbus che unisce autori, illustratori e artisti. Sul cibo, ecco cosa racconta.


Il pranzo perfetto:
Può essere qualsiasi cosa condivisa con ottimi amici e di fronte a un bellissimo paesaggio.





Cosa hai pensato quando hai letto la ricetta che ti abbiamo affidato:
Fantastico!


Due ingredienti: Succo d'arancia + Cioccolato liquido. Quale ricetta improvvisi?
Tramonto su un arcipelago di cacao. Da mangiare con musica di ukulele.










lunedì 22 giugno 2015

Gli illustratori di Pranzo Improvvisato: Cristina Amodeo

Cristina Amodeo è una delle teste pensanti e disegnanti dietro a Pranzo Improvvisato. Vive e lavora come illustratrice e grafica freelance a Milano. Oltre ai libri per bambini le piacciono molto la botanica e le scienze naturali, moltissimo viaggiare e ancora di più rispondere alle nostre tre domande. 


Il pranzo perfetto:

Da piccola era pollo impanato e purè di patate, oggi frittelle di fiori di zucca all'aceto balsamico (ricetta di famiglia), formaggi vari molto stagionati, tigelle, jamón ibérico, fragole e lamponi e per finire tiramisù con tanta crema e pochi savoiardi o una fetta di italian cheesecake di Veniero's, NY. A seguire almeno due ore di sonno pomeridiano.





Cosa hai pensato quando hai letto la ricetta che ti abbiamo affidato:
Che fosse una ricetta molto elegante dal piacevole sapore rétro.
Grazie a wikipedia ho inoltre scoperto che:
-  In Italia Meridionale, il garofano è il fiore che si porta ai defunti.


- In Giappone, il garofano è augurio di buona fortuna o buona guarigione mentre in Francia e e nei paesi francofoni i garofani simboleggiano sfortuna.

- Il garofano rosso chiaro rappresenta ammirazione, mentre il rosso scuro denota profondo amore e affetto.

- I garofani bianchi rappresentano l'amore puro e buona fortuna, mentre quelli a strisce (variegati) simboleggiano il rammarico per un amore non condiviso.

- Il garofano color porpora indica capricciosità. In Francia invece è un fiore funerario tradizionale, offerto per la scomparsa di una persona cara.

- I garofani rosa hanno un significato simbolico e storico. Secondo una leggenda cristiana, la prima apparizione dei garofani sulla terra risale a quando Gesù venne crocifisso. Le lacrime versate dalla Beata Vergine Maria fecero spuntare dei garofani. Così il garofano rosa divenne il simbolo dell'amore immortale di una madre.

- Il garofano è il fiore di coloro che nascono nel mese di gennaio.

- Il garofano rosso era usato come simbolo del partito socialista, presente anche nel logo ufficiale prima dal 1973, poi in un restyling dal 1985 al 1994.
Da amante della botanica ho trovato tutto ciò molto interessante.


Due ingredienti: Marroni lessati + pasta frolla. Quale ricetta improvvisi?
Schiacciare le castagne bollite con uno schiacciapatate e aggiungerle a zucchero e cioccolato fondente precedentemente fatto sciogliere a bagno maria. Amalgamare tutto e usare la frusta per renderlo più spumoso. 
Riempire delle barchette di pasta frolla, precedentemente cotte, con il composto di castagne. Aggiungere un ciuffo di panna montata e servire!









venerdì 19 giugno 2015

Marinetti non amava gli spaghetti


Questi pranzi improvvisati sono consigliabili allo scopo di raggiungere un massimo di originalità, varietà, sorpresa, imprevisto ed allegria.
Ad ogni cuoco si richiede la formazione di una mentalità che:

- deve comprendere come la forma e il colore siano altrettanto importanti del sapore.
- deve arrivare a concepire per ogni vivanda un'architettura originale, possibilmente diversa per ogni individuo in modo cioè che TUTTE LE PERSONE ABBIANO LA SENSAZIONE DI MANGIARE, oltre che dei buoni cibi, ANCHE DELLE OPERE D'ARTE.
- deve, prima di preparare il pranzo, studiare il carattere e la sensibilità di ognuno, tenendo poi conto, nella distribuzione dei cibi, dell'età, del sesso, della conformazione fisica e dei fattori psicologici.
- deve possibilmente arrivare ai pranzi in movimento, per mezzo di tappeti-mobili che scorrono davanti alle persone, portando ogni genere di vivande: si semplificherà così la preparazione individuale perché ognuno sarà portato a conquistarsi la vivanda preferita. E la scelta sarà doppiamente gradita perché svilupperà, in un certo senso, lo spirito umano dell'avventura e dell'eroismo.
Per i pranzi improvvisati si può naturalmente discutere tra cuochi, camerieri e Direttori sulla attribuzione delle differenti vivande, ma mai si deve tener conto del gusto personale dei commensali.

(Pranzo improvvisato)




Un pranzo per ogni stagione, un pranzo improvvisato, un pranzo sacro, un pranzo simultaneo e quello dedicato agli innamorati in procinto di dichiararsi, un pranzo astronomico.
Tra i diversi pranzi proposti dai futuristi, il Pranzo Improvvisato è quello che più di tutti incarna la connessione tra cibo e illustrazione. Diciamo illustrazione nel senso quasi letterale del termine: un dare luce a una immagine descritta a parole, un immaginare, interpretare, codificare. Proprio come farebbe un cuoco, i 22 illustratori di Pranzo improvvisato hanno cercato di cucinare con colori e forme le 22 ricette.



La Taverna Futurista Santopalato proponeva solamente ricette futuriste. 


Si mangia con gli occhi, con la bocca, con il naso, e persino lo sfrigolio di un soffritto e la rugosità della crosta di un buon pane nutrono le nostre menti ancor prima del nostro stomaco.




Questo i futuristi lo avevano capito molto bene. Uno dei quattro punti del loro Manifesto della cucina futurista, pubblicato su La gazzetta del popolo nel 1930, riguardava proprio la ricerca di una cucina in cui anche i colori hanno un ruolo fondamentale nell’armonia e nell’equilibrio dei piatti.
Il cibo insomma deve attirarci, conquistarci, deve essere anche bello. Il cibo è anche creatività, sperimentazione, stile.

Cibo e illustrazione hanno in comune più di quanto non appaia ad un primo sguardo (o boccone che di si voglia).

La mostra è prima di tutto un gioco, un esperimento, un misurarsi con il lato più fantasioso e astruso delle pazzesche ricette proposte dai futuristi. Un esercizio di stile e un dialogo tra voci lontane, geograficamente e cronologicamente, un misurarsi con un mondo culinario anche immaginario, con ossimori di sapori e contrapposizioni di colori. Quarantaquattro mani che hanno cucinato piatti a volte impossibili, vagamente rivoltanti, alcuni molto interessanti e altri che forse è meglio dimenticare.